—«Io ò visto questo mariuolo altrove,—mi diss'egli.

Nondimeno, e' non vi fece più attenzione e si apparecchiò alla cosa con la calma che messa avrebbe ad una toilette da ballo.

—Chi avrebbe sospettato mai codesto in quel garzone!—mormorò Regina.

—L'è vero—riprese Marco. Tanto più, che il duello non doveva mica esser uno di quegl'incontri di convenienza, dopo i quali si dice: «l'onore è soddisfatto!» Alberto aveva freddamente sete del sangue del calunniatore. Questi, dal canto suo, doveva esser evidentemente assoldato da qualche odio o da qualche gelosia furibonda.

—Ma io non ò nemici!—fece Regina.

—Credete voi, signora? rispose Marco—Voi siete tanto bella, così elegante, così spiritosa… tutti coloro che non sono per voi… Infine, si misero in guardia. Ma non appena Alberto ebbe visto il suo rivale di profilo ch'egli sclamò:

—«Poffardio! ò il capo del bandolo adesso. Un istante!

—Ch'era dunque?

—Udite. Fecimo bassar le spade. Alberto si avvicinò al colonnello, e volgendosi a noi:

—«Signori, diss'egli, io non posso battermi con questo galuppo.