—«Gli uomini come te, miserabile, risponde Alberto con calma, li si trascinano al banco della polizia correzionale.

—«Io non domando mica meglio—rimbeccò il Polacco. Prendete questo infrattanto.

E ciò dicendo, allungò la spada, e ferì Alberto profondamente al collo, e dettesi a gambe.

—Oh! l'assassino!—gridò Regina, lasciandosi cascare sur una seggiola.

—Il Polacco aveva preso i due sotto-uffiziali dai chasseurs nella caserma della via di Courcelles—continuò Marco—allegando che andava a battersi, ch'era straniero, e che non conosceva anima viva. Questi, appreso oramai che roba fosse il loro primo, volevano corrergli dietro, perchè il brigante fuggiva come un lepre. Alberto li ritenne, supplicandoli di lasciarlo andar via tranquillo.

—«Vuolsi far scandalo per assassinar l'onor di una dama,—diss'egli con voce soffocata. Non l'avete udito? desidera un processo in polizia correzionale?

—Il signor Dehal è dunque gravemente ferito? chiese Regina con inesprimibile ansietà.

—Sì, signora. Ed io trovomi qui per codesto.

—Parlate, signore, che volete da me?

—Innanzi tutto, signora, il silenzio il più assoluto su tutto questo avvenimento. Sergio deve ignorarlo…