Non eravi attenzione minuta, prevenenza ch'ella sparmiasse a suo marito. Indovinava i desiderii di lui ed andava loro incontro. Faceva dei miracoli per imparare certi pezzi di Bellini e di Donizzetti, i quali le era sembrato toccassero di più il principe nei suoi viaggi per Francia ed Italia. Ed ogni sera, dopo il thè, ella lo prendeva dolcemente per la mano, si slanciava al piano, e gli modulava, a voce bassa, per lui solo solo, l'aria che aveva discifrata nel dì.

Ella divorava la notte i poeti, per recitare a suo marito gli squarci i più belli, nelle loro rare passeggiate sulle terrazze del castello, od accanto al fuoco, la sera. Ella studiava le scienze naturali, onde avere un obietto di conversazione che sembrava più gradevole al principe. Ella sapeva far nascere sul suo sembiante un sorriso che non era nella sua anima, per offrire un raggio di aurora a quella notte.

Gli è vero che nel suo sguardo Maud portava più sollecitudine che tenerezza; che dalla sua conversazione la parola amore era esclusa; ch'ella non fece giammai un segno per incoraggiar suo marito a rompere la cerchia terribile cui aveva scavata intorno a lei la sua prima notte di nozze; ch'ella non fece giammai un'allusione tenera per alleviare il supplizio di quel Tantalo; ch'ella non indicò giammai la via del cielo a quel dannato. Però, se si fosse scandagliata l'anima della giovane donna, vi si sarebbe forse trovato più timidezza che avversione.

Il principe le ispirava paura e pietà.

Se l'orrore non vi si fosse mischiato, l'amore vi si sarebbe guizzato.

Il principe, dal lato suo, non provò di nulla per favorire le proferte di sua moglie, i primi passi. Egli l'amava alla follia, e perciò appunto si mostrava più inesorabile. S'immergeva nella solitudine e nello studio. Correva i boschi a cavallo, seguito unicamente da Ivan (il servo fedele, che non lo aveva abbandonato da quindici anni), esecrando la vista delle umane creature, involandosi a sovvenenze che lo stringevan di presso, fuggendosi, fuggendo, reprimendo forse i rimorsi di non aver parlato, come parlato aveva ad Aurora Mortier, prima del matrimonio.

Egli cercava sottrarsi alla febbre dei desiderii che lo bruciava; scappar forse a suo fratello, la di cui gaia e sana giovinezza lo gittava in un vortice di delirii.

Il principe avrebbe voluto obliare, e si sentiva di più in più attirato, con una vertigine spaventevole, dagli oggetti ch'ei si sforzava di estirpare dal suo cuore e dalla sua memoria.

Maud lo fascinava.

Alessandro lo inteneriva.