I due fratelli restarono un momento a squadrarsi, in silenzio; poi il principe proruppe:
—Ebbene, m'ài tu giudicato, conte di Lavandall?
—No—rispose Alessandro.
—No?—riprese il principe. Pertanto tu ài avuto tutta una notte per deliberare.
—È vero. Epperò non è il tempo che mi è mancato.
—E che dunque?
—Non si giudica ascoltando il solo accusatore.
—Chi ti à impedito di ascoltare altresì l'accusata?
—La paura di trovarti colpevole e di condannarti.
—Grazie. Io non ti aveva mica dimandata mercè—sclamò il principe con disprezzo.