Gli onorari della sua professione lo facevano vivere come un nabab. Ma quelli onorari—che formavano una bella somma alla fine dell'anno—arrivavano gocciolo a gocciolo.

Ed il dottore abbisognava di centomila franchi in una manata.

Ora, non si dà una tale somma per ricuperar la salute. La si dà per un delitto.

—Un delitto!… l'è un metodo. Val desso la pena per darsi moina?

Facendo queste riflessioni, vedendo di già le sue mani nei scrigni del principe di Lavandall, il dottore di Nubo l'accompagnò nel giardino.

Faceva ancor tepido. Vi erano ancora abbastanza fiori, insetti, uccelli, per distrarli… per ascoltarli forse. Il principe s'intromise sotto una volta di pampani violetti che copriva un viale finamente sabbiato. Di un tratto, e' si fermò.

Il dottore irradiava internamente.

—Conte di Nubo—disse il principe—vi sentite voi capace di parlarmi francamente, da gentiluomo e non da dottore, che si crede obbligato di adoperare la speranza—e quindi la menzogna—come un mezzo di terapeutica?

—Se l'esigete, principe, io sono pronto.

—Ebbene—continuò il principe—voi vedete a che stato ne sono ridotto. Io lo sento, meglio pure che voi nol vediate. Malgrado ciò, io vi dimando: Posso io ancora guarire?