Ella aveva preso una risoluzione.
Il dì seguente ella fece chiamare Ivan, per sapere se il principe fosse in istato di riceverla.
Ivan la supplicò di non vederlo quel dì. Il principe era ancora spossato dalle emozioni della notte.
Il terzo giorno Maud fece ripetere la dimanda.
Ivan rinnovò la medesima preghiera, e le disse che quando gli sarebbe sembrato che il momento fosse opportuno, sarebbe venuto ad annunziarglielo.
Passarono infatti cinque giorni.
Il mattino del sesto, Ivan andò a dire alla principessa:
—Venite. Oggi è calmo. Egli à parlato lungo tempo col dottore, ed io gli ò rimesso delle lettere. E' può lavorare; potrà dunque intrattenersi con madama la principessa.
Maud traversò immediatamente il gran salone ed andò a picchiare alla porta del gabinetto del principe.
Io dovrei dire del suo laboratorio. Perocchè, le tre o quattro stanze occupate dal principe eran zeppe di libri, di macchine di fisica e di chimica, e di oggetti di storia naturale di ogni specie.