—Vi ò io indirizzato mai una parola che abbia smentito il fratello a cui voi v'indirizzaste, Maud?
—No.
—Ebbene, quando si risuscita da una tomba e che si viene per farsi uccidere, si à il dritto di proclamare il Dio cui si adora, la ragione del martirio.
—Ma io vi replico ch'io l'amo—gridò la principessa sporgendo le mani da supplicante. Come sia ciò avvenuto, nol so. La prima impressione è riapparsa. La paura, il disgusto, che solo mi allontanavano da lui, sono stati vinti dalla pietà di una sì grande sventura. Quando ò visto quest'uomo a non chiedermi giammai nulla; non volgermi alcun rimprovero; comprendere la lotta che si compieva in me; rispettare la mia debolezza; non varcar mai la soglia di una porta lasciata sempre aperta; adorarmi in silenzio; soffrire la tortura dei desiderii senza dolersene; rassegnarsi, attendere, circondarmi della sua protezione—cui voi avete dovuto trovare terribile—deperire, ma non uccidermi, credendomi colpevole, come vi aveva ucciso… quando l'ò visto supplicarmi, delirar di passione, attirar sulla sua testa il fulmine del suo male a forza di amarmi, sopraffatto dall'emozione, cui la mia vista cagionavagli sempre… ebbene, fratello, io che l'amavo di già nella profondità del mio cuore; io che non osavo, per timidezza, per rispetto, per sciocchezza, forse, rivelarmi a lui, far eco alla sua passione… io ne sono folle adesso fino all'impudenza. Io non soggiungo più nulla… o piuttosto, io non soggiungo che un motto: Partite, vivete, siate felice! La nostra ora, a noi, è certa. Possiate sovvenirvi di noi senza rimorso e senza rancore.
—Io amava una donna; io adoro un angelo!—sclamò il conte accasciandosi sur una seggiola o nascondendo il capo nelle mani, per piangere.
La principessa lo contemplò, avendo anch'ella gli occhi ottenebrati dalle lagrime. Poi senza rispondere, si ritirò indietreggiando, sollevò la portiera e scomparve.
Discese le scale precipitosamente ed andò a cascare nella sua carrozza, dicendo ai lacchè:
—Al palazzo, e presto!
Ella non rimarcò ch'un altro coupè, egualmente alle armi ed alla livrea di Lavandall, aspettava alla porta, e che due occhi di fuoco spiavano dietro i cristalli.
Quando la principessa fu partita, Ivan si avvicinò allo sportello e dimandò gli ordini del principe.