—Appunto—sclamò la principessa—credo di avere ciò visto.

—Esso l'è certo, perchè il principe ne usa anch'egli, a mio consiglio, avvegnachè con minore beneficio. La forza della scossa essendo calcolata in ragione del sistema nervoso di un uomo, è più considerevole—ed essa è opportunissima alla circostanza ed allo stato in cui voi siete. Voi non avete, dunque, che a far uso dell'apparecchio di vostro marito, come è desso allistato per numero di ordine, e tenervene là, fino al mio ritorno.

—Avete ragione, dottore. Farò prendermi quell'apparecchio.

—Terminate dapprima tutta la serie del vostro. Quando vi sarete servita del vostro n. 10, sostituitelo con la serie, dello stesso numero, dell'apparecchio del principe.

—Sì, grazia: farò ciò.

—Bisogna mettervi codesto per iscritto, onde non l'obliate?

—Obliare!—sclamò la principessa.—State tranquillo, dottore, un'ammalata non oblia nulla, allorchè ella tiene alla vita quanto io vi tengo.

—Sia. Ci siamo bene intesi.

Il dottore abbreviò le istruzioni—sollecito ch'egli era di sorbire il the profumato che Sarah servivagli. E' parlò allora d'altre cose.

—Sapete voi, principessa—diss'egli—che Parigi si occupa di voi?