La giornata scorse nella tristezza e nel silenzio.

Sarah era andata a Parigi per far delle compere. Ella ritornò la sera, portando un numero del Corsaire, nel quale si raccontava, che il dottor conte di Nubo era partito per la Svizzera e che il dottore Pinel l'aveva rimpiazzato presso della principessa di Lavandall, la di cui ragione dava segni di smarrimento funesto—dopo una lettera ricevuta dalla Russia.

Maud, profondamente abbattuta, gettò il giornale nel fuoco.

Ah! i giornalisti non sanno che colpi terribili e' portano sovente sopra taluni, quando mandan giù certe novelle con indifferenza, per disannoiare tal'altri!

—Ma che ò fatto io dunque a questa gente perversa—sclamò
Maud—perchè mi calunnia così?

Povero moscherino!

Ella non sospettava punto qual diabolico ragno tesseva intorno a lei i fili del suo destino!

Il dottore di Nubo, che seminava dovunque gli aneddoti, lasciavane cadere altresì al club senza farvi attenzione forse. Ed il direttore del Corsaire spigolava senza gridargli: guarda!

E gli è così, che la sventurata giovane malata passava nel dominio pubblico, per la noncuranza dell'uno, per la avidità di novelle della high-life dell'altro.

Ma era poi leggierezza, non curanza, quella del dottore conte di Nubo?
Eh! eh!