—Ma, padre mio, gli è chiaro pertanto cosa io mi cerchi! Io voglio un successore al mio trono. Bisogna che n'abbia uno, che me se ne fabbrichi uno…
—Sire, posso osare comprendervi?
—Osate, osate, padre d'Ebro. Io voglio un successore… e la pace della mia coscienza. I pregiudizi degli uomini mi toccano poco, se la voce di Dio mi rassicura. Altri si son pure trovati nella medesima situazione, padre mio.
—Sire, poichè la M. V. mi ordina di aprire i libri santi, io oso leggervi?
—E cosa vi leggete voi?
—Nella Bibbia, sire, l'analogia è una chiave. Si parla di una radice di Jesse e s'intende Gesù. Geremia parla della Regina coeli, e la s'intende Maria. Ebbene…
—Ebbene?
—Sara non aveva figliuoli da Abramo. Ella introdusse nella camera nuziale la schiava Agar. Rachele non aveva prole da Giacobbe. Ella permise alla sua fante Balah di entrare nel suo talamo. Lia, per la medesima ragione, gli presentò la sua schiava Zilpah. E quella stessa Rachele permise alla sua sorella Lia di rivedere suo marito, per qualche ramo di mandragora.
—Basta—sclamò Taddeo IX. Gli è ciò che io voleva sapere. E cosa avvenne dei figli di quelle schiave, padre mio?
—Essi furono servitori di Dio, antenati di Gesù Cristo, patriarchi, capi di tribù—che erano i re d'allora…