Il dì seguente, il principe di Celle chiamò nel suo il duca di Balbek suo nipote.

Claudio III era un uomo precocemente caduco.

Sempre malescio, sempre uggioso, sempre bisbetico, sorrideva di raro, benchè avesse il sorriso grazioso. Parlava pochissimo. Molto crudele, perchè divoto—divoto, perchè crudele.

Claudio III simulava e dissimulava come un lacchè—tanto e' temeva di cessare di esser padrone!

Sua Maestà amava molto i suoi figli—quantunque e' si avesse tutte le ragioni per dubitare della sua paternità assoluta.

Aveva sempre paura: di sua madre—che aveva provato di avvelenarlo; di suo fratello—che aveva voluto cacciarlo dal trono; del suo popolo—che covava una rivoluzione; di sua moglie—di cui contrariava le inclinazioni; di suo cugino—che ruminava cercargli briga; dei cospiratori—che tramavano contro la sua vita; della malattia—che lo teneva sempre sotto la sua punta. La sua gioia, adunque, era in far dei meschini.

Aveva nondimeno il sembiante dolce, la parola lusinghiera, le maniere graziosamente squisite, un tantin di spirito, ed era mastro nell'arte del tornire in legno¹.

¹ Si direbbe, a questo ritratto, che si tratti di Francesco I di Napoli. (N. dell'Editore)

—Figlia mia—disse egli alla principessa Bianca la sera, quando la gli ebbe baciato la mano—ò dovuto contrariarti in questi ultimi giorni nel tuo divertimento favorito, perchè tu avevi cagionato dei malanni. I miei imbecilli sudditi capirebbero, senza fiatare, che venti mila di loro perissero in una battaglia. Essi non saprebbero persuadersi che una principessa possa, per sbaglio, uccidere un bracchiere per un cinghiale. Nondimeno, il tuo medico mi à detto stamane che la tua salute esigeva questi esercizi violenti e che il riposo t'impallidiva. Ti accordo dunque di nuovo il permesso di correre i boschi. Solamente, ti azzecco ai fianchi un cavaliere di compagnia, il quale temperi la tua foga.

—Grazie, babbo—rispose la principessa baciando questa volta suo padre sulla fronte. Se codesto cavaliere cui mi cucite alla gonna è un vecchierello, io lo stancherò, lo sfiaterò… lo farò crepare in tre giorni.