L'hallali!
III.
Ove si apprende: che tutto è bene ciò che riesce bene.
La principessa Bianca, dicevano i cortigiani, è una Minerva, come se ne veggono ancora le statue nei Musei. Suo padre l'aveva chiamata Diana. Forse, ei sarebbe restato più nel vero se la si fosse addimandata una Venere contadina!¹
¹ Non vi pare d'intravedere qui la regina Cristina di Spagna? (N. dell'Editore)
La statura s'innalzava un poco al di sopra della mezzana, ma bene assisa sulle groppe e solidamente costrutta. Nell'insieme, svelta ed armoniosa. Non si appiccava l'epiteto di piccino nè ai suoi piedi, nè alle sue mani; ma le sue mani seducevano, i suoi piedi provocavano.
Io mi sono sempre dimandato perchè dei piedi graziosi, piccoli, inarcati, elastici, provocassero, solleticassero. Che mi si parli delle labbra, io lo comprendo. Delle labbra rosse, leggiermente umide, a pelle fina, a palpitazione soave, a polpa attraente—delle labbra, insomma, come quelle della principessa Bianca—sono un focolaio di amore a getto continuo, che danno i brividi. Que' piccoli denti—che debbono morsicchiare sì bene—sembrano una frangia tagliata in un petalo di magnolia! Quegli occhi neri, grandi, lucenti, che vi avviluppano e vi penetrano; che riverberano l'infinito; che rivelano l'abisso; ove il piacere è re; ove l'amore è tiranno… appiccano l'incendio dovunque si posano, la disperazione dovunque passano, fanno paura se s'inalberano, uccidono se diventano languenti. Le sopracciglia che li coprono scoppiettano scintille se si aggrottano.
La fronte di Bianca non è alta, ma levigata e candida e si perde nelle onde infinite di una capigliatura nera e vellutata—che morde il freno, lo rode ed irrompe—correndo dietro alle carezze della brezza ed ai raggi del sole.
La sua fiera narice è crudele e voluttuosa, altera e provocatrice. Il soffio che l'agita, in passando, è elettrico.
La vita, esuberante, lussuosa, irresistibile, inebriante, impetuosa, esigente, scoppia da tutti i suoi lineamenti. Il color vivo delle sue guance la rivela. Bianca invita al festino degli dei, che inizia alla beatitudine, ma che uccide se vi vi si tuffa con abbandono. Chi non vorrebbe morire su quel petto, la bocca applicata a quel collo serico e bianco—il serpente dell'Eden?