—Tuo cugino, il conte d'Alleux.
—Povero Adriano! deve essere ben triste dopo la morte di sua madre.
—In fede mia, mica troppo!
—Oh sì! egli l'amava tanto!
—È possibile. Ciò però non impedisce che io lo abbia veduto per qualche minuto in un palco ai Français contar fronzoli ad una giovane bellezza, quasi sola.
—Come! una prefazione di abate nel palco di una bella ai Français?
—Gli è che e' non è più l'abate cui vedemmo piangere ai funerali di sua madre, nei mesi scorsi. La larva è scoppiata, ed à sprigionato uno zerbino dei più graziosi e dei più eleganti. O' pensato un istante d'ingannarmi. Ma egli mi à salutato della testa, sbirciandomi. Era ben desso.
—E' non sarà dunque più vescovo, allora?
La conversazione fu interrotta dall'arrivo di una lettera. Il duca la prese, dimandò a sua moglie il permesso di aprirla e lesse:
«Caro duca,