—Che fortuna può egli avere?
—Oh! e' non è ricco. Se tu gli estrarrai cinquecento mila franchi in oro dal cuore, e' sarà lì per depositare le armi.
—Non tregua?
—Neppur di un secondo. Tu sei una macchina che lo à preso nel suo addentellato, e da cui Dio stesso non lo potria più distrigare. Pompa, pompa, pompa sempre.
—E quando sarà tapino come un tapino irlandese?
—Ti comunicherò gli ordini che mi si impartiranno. Ricordati solo, che tu non sei mica una volontà, ma una fatalità.
—Che parte debbo io assumere?
—Osserva le manie dell'uomo, e decidi. Ma non mi sembra avere colui dei gusti che olezzino l'ideale. Tu sarai baccante. E ciò lo trasporterà.
—Riserbo ciò per colpo di grazia, quando vedrò il sangue schiumar sulle sue labbra. Andiam per gradi. L'è detto. Ecco tutto. Le undici e mezzo. Me ne vado.
—Non importa! io ò dei rimorsi. Io so che in queste trame sataniche i pesci cani si aprono sempre una via e che l'è sempre la povera mosca—la donna! che soccombe. Dio ti sia in aiuto, Morella. Io ti amo.