Ed il dottore studiava il procedere di Napoleone e di Pitt, che, andando entrambi per vie oblique, riescirono all'antitesi: l'uno divenne Imperatore, l'altro rovesciò l'Impero.
Questa vita di allerta necessitava naturalmente un consumo enorme di attività vitale e di energia. Perpetuamente a l'agguato, come gli animali carnivori, questa caccia al debole, questa battuta ai gonzi—che avevan durato circa trent'anni—avevano infine perduto per lui ogni interesse, ogni vaghezza. Non si vive a lungo in una regione elevata senza provar la vertigine ed il malessere.
E l'era proprio la posizione cui il dottore di Nubo occupava in società. E' si librava sull'ordine sociale. E' guardava dall'alto in basso le idee, i principii, i pregiudizii, le passioni, gl'interessi, quali, per una convenzione tacita, li si erano stabiliti ed accettati.
Arrogesi a ciò, che quella vita di uccellatore non lo aveva punto arricchito.
Il dottore spendeva con una prodigalità reale. Ora, per soddisfare a questi gusti assorbenti, occorreva una fortuna di Nabab. E' guadagnava certo, moltissimo, per tutti i mezzi; ma la ricchezza non faceva che traversar le sue mani.
In questa situazione di spirito, in questa posizione sociale, il dottore erasi più di una fiata dimandato:
—«Che addiverrò io nella vecchiaia, quando le mie forze saranno paralizzate, e la mia intelligenza sarà presso a poco ossificata?»
Inclinato al fatalismo, e' si fermò poco su questa considerazione. Ma dessa ritornava e ritornava poi inesorabile, ed accampava nel suo spirito con altrettanta e maggior persistenza che l'età sua avanzava; che i suoi proventi si assottigliavano; che le sue morali facoltà perdevano della loro sofficità e del loro rimbalzo. Inoltre, i dubbii cumulati poco a poco, goccia a goccia, sul suo conto, cominciavano adesso a pigliar forma, sostanza, ed il carattere di sospetto.
E' ritrovavasi precisamente nel parossismo di questa preoccupazione quando vide la gitanina, sulla piazza di Nicastro.
Il dottore insegnava che il pensiero nasce nella polpa grigia del cervello come il fiore dalla terra, e che l'impressione esterna teneva luogo di semenza. Ora, la vita della zingarella; le inquietudini sul suo avvenire; il suo stato di afflievolimento; il disgusto della sua vita equivoca… s'incrociarono nel suo spirito, si compenetrarono a vicenda, formarono una mischianza tenebrosa, informe, nella quale lungo lungo la via, e' non vide, non comprese assolutamente nulla. Arrivò così alla vetta della montagna di Nicastro.