—L'era una piccola sciocca. Rispose: «Che io la trattava poi troppo come la marchesa!»
—Ebbene—continuò Morella—lord Warland è stato più eteroclito di voi tutti. L'indomani, due commissionari si presentarono ad Ines e le rimisero una larga cassa da parte di uno straniero, all'albergo Meurice. Voi comprenderete che non si rifiuta una cassa sì autenticamente listata. Ines sollecitò a farla aprire, e che vi trovò?
—Ma! milord in cioccolatte—sclamò Fernandina.
—Un maiale! disse Morella.
—Vivo.
—Pelato come un uovo, in camicia da notte, porgente un viglietto profumato da una zampa, nel quale milord aveva scritto: «Eccomi qui, sotto una forma che deve piacervi. Amatemi, mio cuoricino. Arturo.»
—E che fece Ines?—sclamarono le due donzelle ad un tempo.
—Che? la fece venire schietto schietto un salsicciaio, gli vendè la bestia per 200 franchi, e rispose: «Sì, milord, io vi adoro sotto questa forma. Prendete un poco più di lardo e venite ogni giorno.» Milord non vi tornò più.
—Perchè Ines andò da lui—osservò il Turco.
—Sotto quale forma?—dimandò il marchese.