—Ed il marito?… Ah!… Ebbene… ella è vedova!

XVI.

Le dighe si rompono.

Nelle situazioni estreme, o si diviene idioti o si acquista una lucidità ed una prontezza straordinarie delle facoltà.

Il duca di Balbek, avendo il senso morale obliterato, non divenne ebete. Perocchè d'ordinario questo stato di spirito è il risultato dell'eretismo della coscienza—quando non v'è lesione organica materiale che lo determina.

Il duca riconobbe dunque immediatamente la mano che aveva potuto sottrarre il suo portafogli violetto dal suo stipetto. Ei ve lo aveva visto due giorni innanzi. Le carte erano dunque state prese in sua casa, negli ultimi due dì.

I domestici non erano in causa. Essi avrebbero, tutto al più, aperto il mobile, ma non avrebbero potuto far agire la molla del nascondiglio.

L'artista che aveva inventato quella piccola macchina era a seicento leghe da Parigi—perchè quel mobile gli era stato inviato dalla regina Bianca. Il duca non aveva comunicato questo segreto che a sua moglie—e se n'era immediatamente pentito. La violazione del segreto proveniva dunque da lei. La cameriera forse glielo aveva carpito; forse i complici di Vitaliana glielo avevano strappato.

Il duca non sospettò un solo istante sua moglie. Ma per i dettagli così esatti ch'ella gli aveva ricordato delle azioni di lui, egli non poteva più dubitare che sua moglie fosse l'organo di un concerto segreto, che la metteva in movimento.

S'informò delle persone venute al palazzo i due ultimi giorni.