—No. Li ucciderò.
—Riflettete. Val meglio battervi. Avere una probabilità…
—Alcuna. L'ò visto all'opera.
—Un assassinio, anche nel caso di flagrante delitto, provocherà discussioni. La giustizia cava come l'acqua che cade. Essa rimuoverà tutto, rimuginerà dovunque, interrogherà tutti: e d'indagine in indagine, d'induzione in induzione, si arriverà al gabinetto di Lavandall, al salone di Morella. Siete allora perduto senza remissione. Ascoltatemi: battetevi o rassegnatevi.
—Io non posso rinunziare a Vitaliana—riprese Balbek dopo un minuto di riflessione… Perocchè, l'ò capito, ecco ciò che mi vogliono. Si dice: Ci amiamo da dieci anni, ed abbiamo rispettato il vostro onore, perchè voi stesso lo rispettavate. L'avete contaminato; ci stimiamo affrancati. Nulla c'impegna oggimai a preoccuparcene più che voi non ve ne preoccupate. Voi non amate Vitaliana. Ella non vi ama. L'avete oltraggiata… Via, dunque, via! Il vostro posto non è più allato di lei.
—I colpevoli son sempre logici—osservò il dottore di Nubo.
—Ma io non posso staccarmi da lei. Ella è il mio complemento. Il delitto nell'educazione dei gesuiti, presso i quali venni educato, è precisamente in questo: ch'essi producono degli uomini che non bastano a sè stessi e che ànno il loro complemento altrove. Qui la mano, là la lingua; qui il cervello ed il cuore collettivo, là la persona singola!
—Questa è la base e la forza dell'educazione cattolica.
—Orbene, Vitaliana finisce e completa la mia personalità: ella è quella, metà del me che colma il vuoto. M'intendete? Io mi disonorava fuori; ed avevo l'onore in casa mia! Io ballonzava le vecchie baldracche politiche per ragione di Stato, nelle regioni superiori; e venivo a prendere un bagno di giovinezza e di purità nella mia alcova! Lottavo di menzogne e d'intrighi nel mondo officiale; al mio focolaio, trovavo la lingua casta e sincera, il sorriso morale! Mi attossicavo di amore adulterato e fatturato presso le dame e le cortigiane; la mia ingenua mi disinfettava! Vedevo dovunque il culto del diamante; in casa mia, trovavo la religione del fiore! La febbre dappertutto; in quel salottino, poco bazzicato, la calma! Nel mondo, l'artificio, il belletto, la posa; nei miei lari, la semplicità ignorante! Io mi ritemprava qui, per lottare colà; mi temperavo là, per piacer qui. Io repugnava al vizio, ma non adoravo la virtù. Il delitto mi trovava inabile; l'onore improprio: ero incompleto dovunque. Le ganze erano mia moglie; mia moglie, il mio rimorso.
—Trista parte per una donna!—sclamò il dottore.