Egli ode un piccolo grido. Egli ode un rumore, una mano che gira la chiave della porta, chiusa al lucchetto di fuori… Egli ode che si va al balcone, inchiodato allo zoccolo… Si scuote l'una e l'altro…

Ch'è? una voce… Vieni, Adriano, vieni! Ancora, ancora, vieni…
Adriano… ò sonno, vieni… ancora, ancora, ancora!…

E le unghie del duca squarciano sempre, fino all'osso, il suo petto messo a brani!…

Poi silenzio!…

No, no… un bacio che si accascia… Silenzio!

Silenzio! come nel vacuo!

L'alba spunta.

Il duca va a ritirare la vite dalla porta del balcone, cava il lucchetto dalla porta della camera, e va ad appostarsi, la pistola alla mano, alla porta della sua camera, dopo aver scomposto il letto come vi si fosse coricato.

Le ore scorrono…

Le nove! le dieci…!