Regina cominciava a sentire una specie di freddo al cuore. Ella principiava a trovarsi sola e si atterriva di quell'isolamento.

Imperciocchè, checchè se ne dica, il marito non è mica tutto per una donna!

Per trovarsi a completo, la donna à mestieri sentirsi dietro una famiglia del passato—i parenti—ed innanzi una famiglia dell'avvenire—i figliuoli. Codesti sono le sue guardie del corpo. Un marito, anche imbecille, è poi sempre, più o meno, un padrone.

A quella specie di solitudine, cui le creava l'assenza dei legami del sangue, arrogevasi la libertà intera ed illimitata cui Sergio le lasciava, e la vita che costui era forzato condurre per compiere i suoi lavori.

Un uomo di lettere—poche eccezioni salve—è il peggiore dei mariti, per una donna che aspettasi a trovare in lui il pontefice massimo della bellezza di lei ed il primo gentiluomo di sua camera—un essere previggente, in una parola, dalle piccole moine, espansivo, delicato, innamorato.

Un uomo di lettere serio, non si mischia troppo al mondo, che per eccezione. Di consueto, egli vive fuor del mondo, di una vita fittizia, in mezzo ad esseri ch'egli evoca dal suo cervello. I giorni dell'uomo del pensiero scorrono in mezzo al cozzo delle idee che s'incrociano nel suo spirito; assiepato di sistemi, di dottrine, di collezioni, di teorie, di libri; in presenza di allievi o di nemici, di credenti o di denigratori; assorto, distratto, sgarbato, stanco, strano, perduto fra gli uomini reali. Però, quando à la sorte di sapersi lasciar dietro, nel suo gabinetto, tutta questa plebe di larve, il letterato o lo scienziato, è un trionfo di grazia—Egli indora e rallegra la vita di coloro che lo attorniano e l'avvicinano.

Libero di queste preoccupazioni, quando trovasi in contatto con stranieri o nel mondo, l'uomo di lettere o di scienze, spoglia la persona sua vera e s'investe di una parte—cui egli rappresenta del resto con una abilità suprema. Ma, nel grembo della famiglia, in faccia della moglie—per la quale egli crea quella miriade di spettri, che debbe loro servire il pane quotidiano—ben pochi uomini di lettere o di scienze si smentiscono o si trasformano; ben pochi rinunciano al loro essere intimo e si addobbano di un carattere forzato, e fuori dell'elemento abituale in cui vivono; ben pochi insomma divengono commedianti al loro focolaio. L'uomo della sala da pranzo, l'uomo della camera da letto, resta spessissimo l'uomo del gabinetto dal lavoro. Ed e' racconta a sua moglie la vita del suo pensiero e le gesta dei suoi fantasmi.

Se questa moglie è una donna superiore, se ama suo marito, ella interessasi a questa creazione quotidiana; invita suo marito a presentargliela, l'incita a parlare—accelerando così la procreazione. Ella l'aiuta dei suoi consigli—spessissimo eccellenti—Gli comunica le sue impressioni e le sue idee, non raramente giuste.

Una donna leggiera, una donna egoista, che vive in sè e per altrui, annoiasi dei vaneggiamenti, dell'idealismo di suo marito—se tuttavolta non ne diviene gelosa e se n'offende. Ella trovasi negletta.—Ella vede delle rivali nelle visioni di lui.

L'uomo di lettere, inoltre, à spesso dei doveri sociali, cui non può fare partecipare a sua moglie. Egli bazzica talvolta una compagnia ove una madre di famiglia si troverebbe fuori posto.