La Dieta d'Augusta propose un Concilio libero, al di fuori di qualunque vincolo col papa, giudice nello stesso tempo degli uomini e delle dottrine; e fece redigere due professioni di fede: l'una da Melantone, l'altra da Brenzio.
Le dottrine riformate guadagnavano ogni giorno terreno. Giulio III non si scoraggiò punto. Il Concilio riprese i suoi lavori; e vi si attendevano persino i teologi protestanti. Infatti, Melantone si avanzò sino a Norimberga. Ma poi si arrestarono, spaventati dalla sorte di Giovanni Huss e di Girolamo da Praga, bruciati, come abbiam detto, malgrado il salvo-condotto di cui erano muniti. I teologi protestanti inviarono invece la loro professione di fede.
La redazione di quest'atto scatenò la tempesta, la quale non si sarebbe forse limitata a sole grida, se l'Assemblea non fosse stata sciolta in tutta fretta.
In mezzo ad una festa da ballo, che i Padri diedero a colui che fu poi Filippo II ed all'erede del duca di Savoja, «—nella qual festa i Padri ballarono, dicesi, con molta gravità e decenza»,—giunse la notizia che Ferdinando I aveva fatto assassinare il cardinale Martinusio in Ungheria, che i Turchi minacciavano questo paese, che Enrico II mandava truppe in Germania ed in Italia; e che Carlo V e suo fratello Ferdinando, sorpresi in una gola del Tirolo presso Innspruck, erano stati battuti e costretti a fuggire.
Il Concilio rimase sospeso per dieci anni. Pio IV lo riconvocò a Trento nel 1562.
XXIV.
Cinque legati pontificii, in qualità di presidenti, due altri cardinali, tre patriarchi, venticinque arcivescovi, centosessanta vescovi, sette abati, sette generali di Ordini e più di cento teologi, bene scelti, sfilarono in mezzo a due ale di moschettieri, e si recarono alla chiesa.
Tra gli ambasciatori sorsero gravi dispute di preminenza: quelli di Baviera volevano precedere quelli di Venezia, e quelli della Svizzera volevano andare innanzi a quelli di Firenze; il conte di Luna, ambasciatore di Spagna, voleva essere incensato alla messa, e voleva baciare la patèna prima di Ferrier, ambasciatore di Francia. Poco mancò si ponesse mano alle spade in chiesa: il servizio divino ne fu turbato.