Se le nostre leggitrici si ricordano di Laidulfo lo Zanni, che loro abbiamo presentato nelle atletiche pruove dentro le mura di Salerno, lo riconosceranno a primo sguardo, perocchè egli appunto si ostinava a domandare di abboccarsi col papa. E per vero seppe tanto minacciare e richiedere, che a Gregorio fu menato innanzi.
Ildebrando sedeva a magnifico seggio dorato negli intagli, sopra cuscini di velluto porporino. Era vestito di bianca tonica di lana di Cipro, con la stola ricamata di croci d'oro bellamente sul collo ripiegata, addosso negligentemente gittata rossa cappa, in testa il berretto di velluto di Costantinopoli, porporino anch'esso, i piedi in papuccie bianche con sopravi ricamate in oro l'ostia e la croce. Aveva la mano cacciata nella profusa e lunga barba, il gomito appoggiato ad un tavolo, lo sguardo severo perduto nell'avvenire, la fronte annuvolata come una notte di gennaio. Aspettò quest'uomo singolare. Laidulfo, appena intromesso, fa cenno a tutti di tirarsi fuori, avendo a favellare di cose al papa solamente da rivelarsi. I cortigiani di Gregorio stettero dubbiosi nell'obbedire perchè nulla di rassicurante aveva lo Zanni nella persona: ma Gregorio, che in Dio fidava e di paure femminili andava immune, comanda a tutti di uscire. Allora Laidulfo toglie un seggio e si asside anch'esso. Ildebrando stupefatto di tanto inconsueto ardimento, curioso lo guarda fare, poi dimanda:
—E così, figliuolo, in che mai ti possiamo noi esser giovevole?
—A me in nulla « risponde Laidulfo sfrontatamente » io vengo per tuo vantaggio, Gregorio.
—Innanzi tutto, quell'uomo, dicci chi sei?
—Mi chiamano Laidulfo lo Zanni. Fo il mestiere di sicario, di buffone, di spia, di corriere—tutti i mestieri per camparmi con la mia figliuola. Mi battezzarono quando era bambino. I giudei mi circoncisero, perchè ho dovuto vivere in mezzo di loro. Gli zingari mi hanno insegnato a rubare. Ho percorsa tutta Italia e mezza Europa, visitando fiere e santuarii, vendendo specifici, lattovari e veleni. Servo chi mi paga, per quantunque accetto una paga, se mi calza. Amo il sole, la vita orizzontale, le belle femmine, le belle feste, i boccali spumanti di lacryma Christi, i bei colpi di lancia, i bei tumulti di popolo, le belle cacce... Eccoti in due parole chi sono oggi. Un giorno io era Giordano figlio di Landolfo principe di Capua spogliato dai Normanni.
—Tu sei dunque quel figliuolo che lo sfortunato Landolfo perdè senza mai più udirne novella?
—Io appunto; ti dà forse maraviglia, pontefice?
—Ed ai Normanni, che il tuo patrimonio usurparono, hai tu perdonato?
—No; perchè sta scritto: al tuo nemico non perdonerai in eterno. Ma poichè la biada non si falcia che matura, aspetto.