—E se muori?

—Il prefetto di Roma, Crescenzio, del tradimento di Enrico II fu vendicato da sua moglie. Io nudro una fanciulla, più bella della Rachele del beato Abramo e della Sulamite di Salomone. I giudei sono maestri in fabbricare medicine contro tutti i mali, eccetto la lebbra che è castigo del Signore; ma e' sanno meglio fabbricare veleni sottili e possenti, cui neppure il volere di Dio annulla. Guaidalmira li conosce tutti.

—E pensi?

—Che t'importa saperlo?

—Cosa dunque sei venuto a chiedere qui?

—Ecco. Mi hai dimandato che fossi, chi fossi, ed hai fatto bene. Ora, dimmi, non ti sembro io nato tagliato per farne un vescovo?

—Scellerato! grida il pontefice rizzandosi sulla persona e puntando il pugno alla tavola, chi ti ha dunque mandato qui per venirci a contristare di codeste infami parole?

—Nessuno; perchè io non obbedisco a chicchesiasi, fuori di me.

—Va via di qui, via subito, se non vuoi che ti facciamo frustare fino al sangue.

—Acquetati, ser papa, chè io non mi spavento di nulla; e stammi ad udire. Il vescovado di Oria è vacante; io sono stanco di una vita randagia e stentata: fammi dunque vescovo d'Oria.