poi ai Giudei:

O giude', per cui sciupato
Ha il Signor parole e fiato,
Come attestano i rabini,
I notari e gli scabini!
Storpi, dritti, grassi e secchi
Cantiam gloria al re del becchi.

A questa intima, i giudei pieni di malumore fanno un atto d'impazienza, e gittandosi un lembo della gialla tunica addosso, si sdraiano per terra presso al fuoco, si grattano il posteriore e le barbe, e sclamano:

Ma insomma qui facciam sempre da gioco!
Vi abbiam mandato un Dio, e ancora è poco?

E gli araldi.

O vos gentes non credentes,
Qui venite confitentes;
E a quei porci cenciosi Galilei
La creanza insegnate e il verbum Dei.

E i gentili.

Vero Dio! re dei re!!
Che lo creda chi ci ha fe'.
Ma il nostro Olimpo più non si avviluppi,
Chè troppi già ne abbiam di quei galuppi.

Allora il papa si alza e grida tutto corrucciato:

Ite dunque all'inferno, o miscredenti,
E monsignor Mosè che si presenti.