« Alle quali parole, santo padre, tutti levatisi a rumore gridarono:
—Vogliamo le mogli, vogliamo le mogli: Sigofredo ha meritata la morte; uccidiamolo, onde serva di esempio ad ogni altro che, col pretesto di religione, venisse a diffamare gli ecclesiastici e le donne loro ».
« E dalle parole passando ai fatti, ebbimo appena campo di ripararci ad Heiligenstadt e fulminare interdetto contro i perturbatori del sinodo.
—E poi? « dimandò Gregorio » cosa avete fatto di poi, messer arcivescovo?
Sigofredo lo guardò in volto onde comprendere chiaro che mai volesse dire, indi soggiunse:
—Nulla, santo padre, se non che partirci per venirvi a render conto dell'esito della nostra legazione. E siamo qui da due settimane.
—Arcivescovo di Magonza « severamente risponde Gregorio alzandosi da sedere » tu hai delusa l'aspettazione di s. Pietro, e ti sei mostrato tutt'altro di quello che il pontefice ti aveva creduto. Ritirati, e non lusingarti di trovar più fiducia in noi. Anzi, pensa alla giustizia del sinodo che sarà congregato per giudicarti; perchè troppo dalle tue parole e dalla tua codarda condotta abbiamo compreso parteggiare anche tu pei ribelli.
Sigofredo di Magonza, in cuor suo non tranquillo, abbassa il capo, ed uscito, in quell'istante istesso riparte per l'Alemagna.
Il camerario annunzia in seguito il principe Baccelardo.
—Santo padre « sclama Baccelardo entrando » santo padre, Salerno è presa dai Normanni.