Non appena egli vi pose piede, che il suo paggio Corrado, dominato fino allora da mortale ansietà percorrendo la stanza a lunghi passi, gli si gitta addosso e mille domande gli volge se fosse ferito. Baccelardo risponde alle amorevoli carezze di questo bel giovanetto per un tristo bacio sulla fronte. Poi muta il suo giaco, squarciato in più luoghi, prende nuova rotella, nuova spada e lancia, e si fa allacciare le correggie dell'elmo. E tutto senza dir parola, con una solennità ed una freddezza, che agghiacciava il cuore del sollecito damigello. Però come il suo armamento fu compiuto, Baccelardo ordina ad uno scudiero d'andargli a preparare il suo destriere Licht, il quale, perchè troppo vecchio, aveva risparmiato la mattina, ben prevedendo avrebbe avuto bisogno di cavallo più leggero e più vigoroso. In quel momento decisivo della sua sorte, e' non volse scompagnarsi dal più fedele amico che unicamente lo aveva amato e tanto... prima che il cielo gli avesse messo a fianco il tenero damigello. Questi, durante quegli apparecchi, divorato da ineffabile smania, non aveva profferita parola. Ma come vide che Baccelardo, dopo avergli gittato uno sguardo—uno sguardo che racchiudeva tutta una storia di passione—si allontanava senza neppure confortarlo del consueto bacio sulla fronte, gli corre dietro frettoloso e cadendogli ai piedi grida:
—Vuoi farmi dunque morire?
Baccelardo lo solleva dal suolo, e stringendoselo al petto con una ineffabile tenerezza, con una voluttà disperata e baciandogli replicate volte il sembiante, suo malgrado una lagrima gli cade, ed il pallido volto del contristato giovane bagna.
—Dove vai dunque? questi dimanda. Ti ho veduto tante e tante volte andare a combattere e mai il cuore mi si è stretto così aspramente; mai tu mi hai lasciato con quell'aria mesta e funerea. Di', Baccelardo, in nome di Dio! dove dunque vai tu?
—Vado incontro al mio destino, Guaidalmira. Non mi hai veduto mai correre alla pugna di questa ciera abbattuta, perchè mai a simili pugne sono andato. Ora si deve decidere. Egli è qui, egli mi deve un conto; vado a trovarlo, vado a cercarglielo.
Guaidalmira, perchè dessa era il paggio Corrado il quale aveva seguito Baccelardo fra tante sventure e pericoli; Guaidalmira, che conosceva tutta la storia di lui, non fa più motto. Solo dopo un minuto di silenzio risponde:
—Ebbene, va pure. Però non puoi negarmi ch'io t'accompagni.
—A che pro, Guaidalmira?
—Noi so io stessa. A nessun pro per certo. Ma voglio accompagnarti; e tu non puoi rifiutarmelo.
—Ma sai che s'io ti vedessi, se io ti vedessi impallidire e tremare, perderei ogni equilibrio di mente, e forse...