La notte intera non chiuse palpebra. Laonde, appena l'alba spuntò, la uscì nel giardino, e dall'alto delle mura della villa che dominano la Riviera di Chiaia, contemplò lo spettacolo miracoloso del golfo di Napoli e l'aurora. Il mare le sembrò come un immenso cratere di vulcano, ove la lava rossa e scintillante ribolle,—quale la terra dovette essere quando si distaccò dal sole o da qualche altro pianeta. Un vapor bianco, leggermente tinto di violetto, addolciva quelle fiamme rutilanti. Il Vesuvio, la costa che si stende fino a Sorrento, le isole, le apparivano come dei punti e delle linee bagnate di violetto. Un firmamento di cobalto, trapunto ancora di qualche stella in ritardo, copriva quel mondo ignoto come un oggetto di curiosità sotto una campana di cristallo. Tutto respirava l'infinito. Il susurro lontano della vita che si risveglia aggiungeva una nota all'armonia. La rondine, questa piccola fregata dell'aria, chiamava il mondo alato che si sparpagliava nello spazio, come uno scrigno di gioielli rovesciato. Quello spettacolo, quella presenza, quella vita del mondo della luce calmarono Bambina. I suoi pensieri presero un altro colore. Dei nuovi elementi intervennero, all'appello, in quella disperanza; il mondo esteriore s'impose alla considerazione delle intime passioni.
Bambina vagava così pel giardino, provando un sollievo considerevole, quando il cancello ferrato che dava sulla strada si aprì ed il P. Piombino entrò. Essi si videro reciprocamente. Bambina, per evitarlo, volse il passo verso il boschetto del padiglione. Inutilmente. Il gesuita andò dritto a lei.
Il padre Piombini, che l'aveva attesa per delle settimane, che l'aveva forse cercata con ansietà ineffabile, non era disposto a lasciarla ire ora che l'aveva ritrovata. Avendo fatto sorgere a disegno, il dì innanzi, nella sua conversazione con lady Keith, un incidente che esigeva una risposta il dì seguente, egli veniva a portargliela, e veniva precisamente ad un'ora, in cui la vecchia matrona essendo ancora a letto, e' poteva dimandar di Bambina per fargliela comunicare, e così parlare con lei.
—Perchè mi fuggite? diss'egli. Ho fatto io nulla che possa giustificare la vostra paura? Ho avuto forse torto di rivelarvi la storia sinistra che si svolge nel mio cuore; ma non spetta a voi rimproverarmi la mia sventura con la vostra attitudine. La mia anima sanguina altrettanto che il cuore. Oh! non siate senza pietà per coloro che soffrono! Quando Iddio c'infligge queste miserie, egli ha i suoi fini secreti che concorrono all'opera della sua provvidenza e della sua misericordia. Non insorgete contro Dio.
—Padre mio, rispose Bambina arrossendo, ciò che voi dite è forse esatto; perocchè io discutevo in me stessa, in questo momento, se non andrei a vedervi in giornata. Una grande sventura si abbatte sul mio capo.
—Che sventura, figliuola mia?
—Mio fratello è arrestato.
—L'ho appreso ieri. Lady Keith me ne informò, ed io veniva appunto a portarle una risposta.
—In nome del Dio del cielo, signore, gridò Bambina, ditemi ciò che avete saputo su questa catastrofe.
—Una cosa sola, ma assai grave: vostro fratello è stato arrestato per ordine del conte di Altamura che fa la polizia secreta del re. Allora, il male è irreparabile.