—Fra' Colè, vorresti dirmi dove è il padre Piombini?

Questa dimanda provocò una contrazione involontaria sul viso del frate converso. Don Gabriele la rimarcò, ed il suo cuore si chiuse. Dopo un istante di esitazione, frate Colella chiese:

—Che cosa vi occorre dal padre Piombini?

—Ho bisogno di parlargli.

—Chi siete voi? lo conoscete voi?

—È il mio confessore, rispose intrepidamente don Gabriele.

—In questo caso, sclamò frate Colella, pregate per lui.

Nel tempo stesso tirò la maniglia di una porta che immetteva in una cameruzza dietro la sagrestia e mostrò al giocoliere di marionette una bara coperta da una coltre nera, posta sur un soppalco e rischiarata da quattro candelabri. Don Gabriele ebbe un brivido glaciale.

—Come? sclamò egli, il padre Piombini…?

—È morto ieri, alle cinque, di un attacco di apoplessia… sierosa, io credo, ha detto il medico… che si è chiamato all'istante.