—Quando si tratta della mia persona unicamente, io opto pel mio partito. Quando si tratta degli interessi della società ch'io rappresento, rifletto.
—Ma, ogni riflessione fatta?
—Che fareste voi, voi?
Don Diego si turbò, esitò, cercò la risposta.
—Certo, sclamò desso infine, non si possono recider così liberamente gl'interessi degli altri.
—Ma se foste obbligato a un dovere simile? Se vi fosse interdetto perfino di consultare codesti interessi, senza compromettervi, senza comprometterli? Se cedendo il vostro posto voi siete una vittima, senza cangiare la vostra situazione,—perocchè un'altro farà ciò che voi rifiutate? Se il diavolo non fosse poi così nero come lo s'immagina? Se i nostri amici fossero dei gnoccoloni o dei troppo scaltri? Se, restando un semplice organo di trasmissione, senza iniziativa, si facesse del bene agli uni senza mettersi in lotta contro gli altri? Se vi restasse dimostrato che il partito democratico è l'ingratitudine stessa?
—Insomma, voi siete gli organi della polizia.
—Voi ci offendete, l'abbate! Noi facciamo il cabotaggio del paradiso e punto di politica. Noi aspettiamo senza comprometterci. Noi fiutiamo su quale fetta di pane il burro è spalmato. Noi diciamo agli uni ed agli altri ciò che intendiamo per rischiararli. Noi suoniamo l'aria che ci puntano sulla nostra lanterna magica,—basti che la non sia l'aria d'una marseillaise troppo accentuata.
—Infine, voi siete… come direi io ciò?… degli osservatori piacevoli.
—Noi diamo del pane a delle migliaia di parasiti unti e bisunti come voi di un olio santo rancido, ser abbate, a delle migliaia di randagi sottrattisi all'aratro ed alla zappa, che si addicono all'utile delizia di pregare per la gente che non ha alcun bisogno delle loro preghiere. Ecco tutto, sere abbate. Ci siamo capiti. Voi avete troppo spirito, per questo semplice posto di cassiere, ch'era stato domandato per voi. Fatevi vescovo o presidente degli Stati-Uniti. Voi deperite qui. Io non voglio dissipare un gran cittadino nelle umili funzioni di un osservatore gradevole.