«Hai tu un amoroso, figlia mia?

«Oh no, per fermo, ho sclamato io vivamente, sentendomi oltraggiata.

«Non vi offendete, figlia mia, ha ripreso il gesuita. L'amante è il principio del marito. E se talvolta egli non può essere il marito, gli è sempre il profumo che Dio dà a quei fiori divini che si chiamano giovinezza e beltà. Ora, figlia mia, negligere o disprezzare i doni di Dio, l'è un peccato. Non avete voi dunque di quegli avvertimenti misteriosi che si addimandano i sogni?

«Sì, ho dei sogni.

«Quali specie di sogni allora?

«Ma veramente non saprei troppo. I sogni? sono così fantastici.

«Qualche volta. Ma il più sovente essi sono lo specchio dell'anima e di Dio: Dio ci avverte; l'anima si rivela. Non bisogna dunque trascurarli. Vediamo. All'età vostra, non si hanno che due aspirazioni: l'amore ed il piacere. Nel sonno, l'immagine carezzata di un giovinetto che le disse una parola soave, che l'ammaliò di un languido sguardo, riviene alla fanciulla e l'agita. Ella prova allora delle sensazioni vaghe, dei desideri misteriosi, se ella è ancora innocente, se ha l'anima così vergine come il corpo. Ella subisce un'attrazione irresistibile, il suo cuore batte, il suo sangue bolle o si agghiaccia, degli spettri luminosi traversano innanzi ai suoi occhi e le danno dei brividi. La donna si risveglia, o nasce in lei, la fanciulla cessa: il bacio invisibile della fecondazione morde le sue labbra. Ella ama di già. Ebbene, figliuola, avete avuto voi di codesti sogni che non sono un peccato, ma una rivelazione?

«Giammai, risposi io arrossendo.

—Tu menti adunque! obiettò Don Diego.

Bambina non rispose all'osservazione insensata di suo fratello e continuò: