«Avete voi amato? amate voi qualcuno, figlia mia? soggiunse il padre
Piombini.

«Non ancora, ho io risposto con voce molto commossa.

—Perchè commossa? domandò Don Diego.

—Ma, rispose Bambina esitando, perchè la domanda…. mi sembrò strana. D'altronde non mi era io proposto d'andare a burlarmi di quel frate e di andare a rappresentare la parte di ingenua? Egli insistè:

«All'età vostra, le giovanette han d'ordinario cessato di esser fanciulle. Un cugino, un vicino, un tale che passa, un ballerino, un libro, che so ancora? han loro appreso i misteri della vita e l'uso dei tesori della bellezza di cui Dio le ha dotate. Alcuno dunque, figlia mia, non vi ha detto all'orecchio: Voi siete bella, io vi amo? Alcuna lettura non vi ha rivelato il cómpito della donna nel mondo?

«Sì bene, ho detto io. Ma non vi ho messo più attenzione che alle brezze delle mie montagne che folleggiavano la sera con le anella delle mie trecce. Io sono povera.

«Le donne povere amano pure e si maritano anch'esse, ha osservato il
Padre Piombini.

«Gli è possibile, ho osservato io, ma l'amore che batte i denti non vive guari.

«Come, figliuola mia, nella notti d'insonnia voi non avete giammai pensato ad un marito? Sola, nella vostra alcova verginale, non avete voi giammai considerato che, un giorno, un uomo sarà colà, a fianco di voi, amato forse, forse subìto, per…..

—Per! domandò Don Diego a Bambina che si era interrotta.