—Cessa Diego: tu mi fai orrore! urlò Bambina coprendosi la faccia delle mani.
—Bambina, te ne scongiuro a ginocchio, non lasciarmi solo a portar questa croce. Non sono io che vi ho pensato il primo. Non sono io che ti forzerei se fossi sicuro che potremmo sottrarci a questo destino. E' son tutti congiurati contro noi, contro te. Il tuo barone di Sanza v'intingerebbe il dito. La polizia ci spinge, il vescovo ci spiana la via, Don Domenico Taffa c'invita, il tuo gesuita ti attira e ti prepara alla caduta… fino a monsignor Cocle sarebbe della partita, per quanto mi è sembrato comprendere dal discorso del capo di ripartimento. Possiamo noi sottrarci a questa marea di fango che ci assedia da tutti i lati, che c'inonda e che ci coprirà infallibilmente? Colpevoli e balordi ad un tempo! Ah! no, no, giammai. Io voglio cader nella fogna, ma su i miei piedi, non esservi precipitato la testa in giù.
—Oh madre mia, madre mia, gridò Bambina, non udire tuo figlio a quest'ora di demenza: e' non sa ciò che dice.
—Ahimè! e' non lo sa che troppo. E se tu potessi leggere nel mio cuore, io non ti farei orrore, ma pietà. Come? io ti avrei sorvegliata piccina, ti avrei guardata giovinetta, sarei stato per tanti anni fiero della tua bellezza, della tua innocenza, sarei stato geloso della brezza che folleggiava nei tuoi capegli, avrei fremuto contro il vento che scomponeva le pieghe della tua gonna, avrei spiato il tuo sonno, avrei letto nella tua anima, avrei ascoltato i battiti del tuo cuore per sorprendervi lo sveglio della donna, per circondarti delle mie cure, e tu puoi pensare che io ti consegnerei delle mie proprie mani, senza sentirmi schiacciare sotto il peso del cielo e della terra? Come? tu che mi hai visto impallidire leggendo la istoria del padre di Ifigenia, tu credi che io non morrei di dolore sapendo che tal giorno, alla tale ora…. Bambina, cara figliuola, cara sorella, avvelenami. Io sono un mostro.
—No, fratello: è una terribile ubbriachezza che tu traversi in questo momento. Ritorna in te; calmati. Se tu sapessi quanto io t'amo! se tu sapessi quanto ti compiango….!
—Ma non comprendi tu dunque che ciò ch'io ti domando è inevitabile? Che io mi astenga, e altri commetteranno il delitto egualmente ed a loro profitto esclusivo. Tu non comprendi che l'è decisa? Io mi contorco da due giorni a pensare come sfuggire la rete: e mi trovo impossente. Io mi aspetto ad ogni minuto esser ciuffato dalla polizia, e te… alla loro mercè! Dovunque, l'uomo si appartiene più o meno; qui, in questo infame paese, sotto questo governo, negazione di Dio, l'uomo appartiene alla polizia. Che voglio io insomma? prevenirli. Ah! se potessimo fuggire all'estero! Io mi sento abbattuto, atterrito…
—Mio Dio, mio Dio! ma infine che vuoi tu! dimandò Bambina gittandosi alle ginocchia di suo fratello.
—Io l'ignoro ancora, io stesso, te l'ho detto. Ma vi è una cosa a cui io sono deciso: esser carnefice piuttosto che vittima, avere un prezzo dell'infamia, poichè non posso evitarla. Vescovo! io voglio esser vescovo: bisogna che io mi vendichi.—M'hai tu capito?
Bambina se ne fuggì nella sua camera e vi si chiuse a chiave. Ella pianse e pregò tutta la notte, mentre che suo fratello, spossato dalla sua tensione di spirito sì violenta, sì continua e diversa, cadeva sopra il canapè come un ebbro fradicio e vi si addormiva. Ei passò la notte così.
Quando il giorno imbianchì i vetri del salone, ei si svegliò, e dopo alcuni minuti di stupore, si risovvenne della strana conversazione che aveva avuto la sera con sua sorella. Arrossì e levò gli occhi indegnati contro il cielo. Chi malediceva egli? Era ancora tutto vestito. Tuffò il capo in un secchio di acqua per rinfrescarlo, perchè la sua fronte bruciava di febbre e provò di coordinare le sue idee. La rivelazione era fatta: il più difficile. Egli aveva gettato la goccia d'olio che ora andava a spandersi ed allargarsi da solo. Che bisogno aveva egli d'insistere fino al momento della catastrofe? Ma, altresì, come subire lo sguardo ancora puro della vittima cui aveva colpito a morte la vigilia appena, senza temperamenti, senza ambiguità, senza pietà, leccando di una lingua avvelenata il sangue cui vedeva spuntare? Don Diego si affrettò ad uscire di casa, prima che sua sorella si fosse alzata, onde non arrossire innanzi di lei, non attenuar la portata dei suoi propositi nè tornarvi su.