—Voi siete membro del Comitato, mi disse il colonnello presidente.

—Voi mi fate troppo onore, signore, sclamai, fremendo internamente.

Il colonnello fissò sopra di me il suo sguardo grigio, petulante, e ripetè:

—Voi siete membro del Comitato, e latore dei suoi ordini.

—Voi leggete dunque nella coscienza, signore, poichè vi permettete simili accuse!

—Leggerò ben tosto in questa carte, rispose il colonnello con un sorriso trionfante.

Allora ei frugò nel quaderno del mio processo, compilato a Radzewilow, e ne tirò fuori un pezzo di carta, sul quale correvano dallʼovest al sud, di traverso, a zig-zag, degli sgorbi, delle strisce, delle piccole chiazze di inchiostro, delle zampette di mosca, ed ogni sorta di segni grotteschi. Ei me lo presentò, e mi disse:

—Leggete un poʼ codesto.

Io guardai, e proruppi in un omerico scroscio di riso.

Ecco di che si trattava.