— Non si tratta punto della tua dottrina, o Rabbì. Che monta che tu abbi del grano d'Egitto, se lo semini sulle roccie di Moab? Sopra un suolo ove sono passate dodici generazioni, vicine le une alle altre senza darsi la mano, senza scambiare la parola del viaggiatore, la fratellanza è una burla, se pure si arrivasse a comprenderla. La Galilea è la terra dei messia, perchè questo popolo attende un vendicatore. Il messia è un generale che giunge dal cielo per condurli alla vittoria con meno fatica; la vittoria è l'espulsione dello straniero. Ecco il messia che la Galilea saluterà con entusiasmo, e seguirà con fede. Ma, d'altra banda, qual'è la sorte che i minacciati preparano a codesti portatori della collera divina?

— Ahimè! terribile.

— Sì, o Rabbì, i messia non ci sono mai mancati. Sakya-Muni, Hillel il babilonese, ebbero la scienza. Erode, Giuda il figlio di Ezechia, Simon lo schiavo, Athrongeus il sacerdote ed i suoi quattro fratelli, Theudas, Giuda di Gamala ed i suoi figli Simone e Giacomo ebbero la spada. Ma essi apparirono e passarono. Gli Ebrei non compresero Erode e la sua missione di fusione, che tu chiami fratellanza. Al di là del deserto, presso Gerico, Gratus schiacciò ed uccise Simone che aveva bruciato i palazzi d'Erode a Gerico e nei suoi dintorni, Theudas che bruciò il palazzo del re ad Amathus ed a Betharemphta presso il Giordano, e Athrongeus che si era incoronato[42]. Là in faccia a noi si rizzò come gigante quel nobile Giuda di Gamala. Devoto alla legge orale, e' predicò la libertà nazionale, l'eguaglianza degli uomini, e che non vi doveva essere nè re nè padroni del mondo all'infuori di Dio. Lo si credette come un profeta, lo si seguì come i fratelli Maccabei. Insegnò il disprezzo della morte, e sancì le sue parole con un sublime eroismo, combattendo. Giuda tuonò contro le imposte esatte dai romani, ordinò al popolo di rifiutarle e di resistere. Il popolo minuto gli si strinse intorno. Un nobile fariseo, Sadok, gli si unì nella missione. Da ogni parte il popolo si sollevò. Cirenius andò incontro a loro, li battè, li schiacciò, mise in croce Giuda e Sadok. Cirenius credette di aver trionfato. Pilato doveva imparare a sue spese che quel trionfo non era stato completo, poichè Giacomo e Simone, figli del martire, non rinunziarono all'opera del loro padre. Giuda lasciò dietro a sè una setta: gli Zeloti; un testamento; mai tregua ai romani! o Rabbì, il popolo attende ancora il suo liberatore.

— È arrivato.

— Se è arrivato, egli comprenda che il suo assunto è terribile, e che il suo posto non è nella Galilea.

Questo suolo è fatale. Jeri periva il Battista; domani perirai forse tu pure, o Rabbì. L'inimico qui è potente; e quand'anco si giungesse a vincerlo, niente è fatto fino a che resta a Gerusalemme. Gli è di là che deve venire il colpo: gli è là che lo si deve portare.

— Gerusalemme divora i profeti.

— Sì, i profeti che piagnuccolano, non quelli che agiscono. Certo, a Gerusalemme il successo è più difficile, il pericolo più grande: perocchè là bisogna contare forse più con i partiti che con i soldati. Ora i partiti sono trincierati dietro a palizzate di bronzo. Bisogna intendersi con loro; bisogna cercare il punto comune di contatto. Esiste esso codesto punto? I Maccabei hanno franto l'antico mondo giudeo; ma essi trovarono aperta la breccia. La breccia era stata fatta a Babilonia. Il povero, incolto e primitivo Giudeo era stato abbagliato in una città, ove l'arte, la ricchezza, il lusso, l'attività, ed il piacere prendevano le sembianze di meraviglie. La loro dottrina mosaica fu scossa da quella di Zoroastro. Due generazioni, che vissero in Babilonia, consideravano ormai la Giudea come una terra di condanna — le classi ricche, le nobili ed istrutte principalmente; giacchè esse erano più al caso di comprendere quelle arti e quella scienza, di godere di quegli splendori. I vecchi libri, la vecchia lingua di Mosè furono dimenticati. Un nuovo partito si formò nella vecchia massa; i Sadducei restarono fedeli, a lor modo, all'ebraismo; i Farisei proclamarono la necessità della riforma. Tutti ritornarono dall'esilio, con Babilonia nel cuore.

— Ecco il fallo.

— Ecco, io credo invece, il progresso. In ogni caso i Sadducei, invaghiti più degli altri di quella civiltà piena di lusso, cercavano di farsi perdonare i loro gusti con una apparenza di più stretto attaccamento al vecchio patto di Mosè; i Farisei, che vedevano la breccia praticata nelle antiche leggi dal contatto dei Caldei, tentarono di legalizzarla e ristringerla, proclamando, come altrettanto sacra, la tradizione degli anziani, detta legge orale.[43] La civiltà caldea importata da quelli che ritornavano da Babilonia s'incontrava con quella che la Grecia aveva soffiata sulle coste di Tiro, di Sidon, di Gaza, di Joppa, o che veniva da Cipro e d'Antiochia. Questa trionfò.