Le istruzioni scritte, che si erano trovate sopra Menahem, semplificavano singolarmente la procedura. Pilato li interrogò uno dopo l'altro a parte; nessuno disse una parola. Alla domanda: Perchè andavi tu in quel sito solitario e remoto? tutti fecero l'istessa risposta: per pregare!
Moab rispose con questa variante: Per pregar Dio che mi liberasse dagli scrupoli di ucciderti, o Pilato!
E Menahem disse: io vi odio tutti, avoltoi romani: noi vi odiamo tutti, e verrà il giorno in cui i nostri fratelli vi schiacceranno come vipere.
Pilato avrebbe dovuto sottoporli alla tortura per farli parlare, per strappare dalle loro labbra il nome dei complici ed il piano della cospirazione. Ma, sia ch'egli credesse ventidue vittime esser bastanti, sia che disdegnasse colpire le altre, sia che conoscesse i nostri progetti, sia pietà o sazietà, egli non ordinò di mettergli all'aculeo.
Egli confessava l'ultimo prigioniero, allorchè il suo liberto gli annunziò l'arrivo di Claudia.
Il resto del Sabato, non si occupò più di quella gente. I doveri dell'ospitalità verso il suo superiore, l'ansietà di trovarsi con sua moglie, gli servirono di distrazione.
La conversazione ch'egli ebbe con lei non fu lunga. Lo si vide uscire dalle stanze di Claudia abbattuto.
Il suo abboccamento con Pomponius Flaccus fu più lungo e più soddisfacente.
Nondimeno all'alba del dì seguente egli discese al pretorio, e dopo aver dato certi ordini in segreto ai capi delle truppe, ricominciò l'interrogatorio dei prigionieri, e la discussione della sentenza coi suoi consiglieri. Era a quel punto, allorchè i suoi emissarii vennero a parlargli in segreto.
Il segreto era del resto inutile. Ciò ch'essi venivano a denunziare si denunziava da sè.