— Dove, se la domanda non è indiscreta?

— Lì dentro.

— Voi siete dunque curiosi di visitar il palazzo dopo mezzanotte?

— Noi siamo curiosi di trovare un amico che si è smarrito in quegli appartamenti.

— L'è una bisogna filantropica. Vediamo, raccontatemi come sta la cosa. Chi è codesto amico? come mai si è desso smarrito colà? Cosa cercava?

— Te lo dirò, camminando.

— Non mi piace conversare camminando. Spiegati prima.

— Avrei dovuto principiare coll'ucciderti, e prenderti la chiave, disse Bar Abbas. È un'idea che mi viene adesso, in ritardo d'un quarto d'ora, la sciocca. Non monta. Che tu sappia o no le nostre faccende, bisogna che io penetri in quella casa infame, che strappa i prigionieri dalle mude onde rischiarare le sue orgie.

— Cospetto! hai la collera virtuosa, mio bel profeta. Va innanzi. Spiegati un po' più chiaramente, e ti prometto, sulla mia parola, ajuto, protezione, ed impunità.

— Hum! sei troppo generoso per crederti solvente. Breve, te l'ho già detto, uno dei nostri amici è stato preso, tolto via dalla torre Phasaelus, dieci giorni fa, di notte, cogli occhi bendati. È stato condotto qui, è entrato per quella porta, ed è là negli appartamenti della moglie del procuratore probabilmente, con lei forse.