In tempo di festa, le porte della città non si chiudevano: però, al di là della cinta, tutto era tranquillo. I rumori misteriosi della notte riempivano l'aria; ogni albero, ogni cespuglio, ogni siepe assumeva una forma ed un'attitudine. Il brulichio della lontana vita risvegliava degli strani echi. Camminavamo lesti. Io udiva i battiti del cuore di Maria soffocare il suo respiro accelerato. Non una nuvola nel cielo, non una stella assente; la luna cantava il suo splendore.
Ad una cinquantina di passi dalla cascina, di cui scorgevamo la siepe, si rizzava un gruppo di olivi vecchi ed asserrati. I rami, curvandosi sul suolo, facevano quasi una vôlta sulla strada che da quel sito conduce al pressoio. Là il chiaro di luna filtrava appena, e la terra rossastra pareva scura. Traversavamo quel punto della strada, allorchè ci sentimmo afferrare pel braccio. Maria, vergognando del suo travestimento, fece uno sforzo, e lasciando nelle mani delle guardie del Tempio dei brani della sua veste, se la svignò. Io restai preso. Condotto dinanzi al capo gli mostrai l'ordine del sagan. L'ufficiale lo lesse, e mi disse: Sta bene!
Ma non mi permise di continuar la mia strada. M'accordò soltanto di accompagnarlo.
In quello stesso momento arrivarono i soldati romani.
Ci avanzammo allora alla porta del pressoio.
Le guardie del Tempio circondarono il sito. I Romani si presentarono all'entrata. Le loro armi avevano fatto dello strepito. La porta della cascina si aprì, o meglio si socchiuse, ed una testa si mostrò per vedere ciò che avveniva al di fuori. Seguì un istante di silenzio. Noi stavamo alla porta. In quel momento degli uomini traversarono la siepe per di dietro e scapparono, ascendendo il sentiero che conduceva all'accampamento dei Galilei. Le guardie li inseguirono per qualche tempo, poi furono richiamate dal suono del corno del loro capo.
Erano i discepoli che abbandonavano lestamente il Rabbì e fuggivano! Gesù, che non dormiva, che aspettava forse i soldati, che avrebbe potuto fuggire come gli altri, restò, ed aperta la porta a due battenti, dimandò:
— Non cercate voi forse il Rabbì di Nazareth?
— Sì.
— Son io: eccomi.