I soldati e le guardie che temevano una certa resistenza, sospettarono a bella prima un agguato. Io mi avvicinai al Rabbì, ed a voce bassa, in vecchio ebreo gli dissi all'orecchio[42]:

— Il sagan vuole salvarti: nega tutto se non è solo.

Il Rabbì non mi rispose, e rinculando da me, si avvicinò all'ufficiale romano, e soggiunse:

— Son pronto, andiamo. Ma perchè mi trattate come un malfattore, e venite ad arrestarmi di notte, a mano armata, mentre io era con voi ogni giorno nel Tempio, e che vi era così facile l'impadronirvi di me?

Questa tranquillità, questa spontaneità sedussero il centurione romano. E' diede ordine di mettersi in cammino conversando col Rabbì che gli camminava vicino, preceduto dalle guardie del Tempio, e seguito dai Romani. Per nulla sorpreso dell'accoglimento che avevo ricevuto dal Rabbì, lo precedetti dal sagan. Era la mezzanotte. Hannah ci attendeva ed era solo. Potevamo dunque parlare liberamente.

— Rabbì, gli disse il sagan, dopo aver licenziato le guardie all'anticamera, e facendolo sedere, tu sai di che ti accusa il sanhedrin?

— Per nulla.

— Tu hai detto: «Io sono il pane disceso dal cielo; nessuno è asceso al cielo, se non quegli che ne è disceso; quegli che è venuto dall'alto, è al disopra di tutti.... Io sono disceso dal cielo, vengo da Dio, e ritorno da mio Padre; tutto ciò che il Padre fa, il figlio fa pure; come lui, come il Padre, il figlio ha la vita in sè stesso. Mio Padre ed io siamo la medesima cosa; chi vede me vede anche mio Padre[43].» Tu dunque ti sei fatto Dio?

— Io mi son fatto Dio.

— Hai detto ad un ammalato a Cafarnaum, continuò Hannah: «I tuoi peccati ti sono perdonati.» Tu hai per tal modo usurpate le attribuzioni di Dio, che solo può perdonare i peccati. Tu dunque sei empio davanti la legge ebrea, ed hai meritato la morte per lapidazione.