L'uomo che io aveva veduto uscire dalla casa di Ida, la notte in cui vi cercai un ricovero, era propriamente Pilato. Cajus Crispus non aveva mai veduto Ida. Colui che l'aveva comperata e fatta rapire era lo stesso Pilato. Il suo amante era Pilato. Nessuno conosceva questo amore. Egli andava a vederla la notte, e quasi tutte le notti. L'amore d'Ida era la brezza di quella vita bruciata da tante cupidigie e da tante passioni. Dopo la terribile scena però, ch'egli aveva avuto con sua moglie, Pilato aveva tremato forse; aveva avuto rimorso; in ogni caso e' voleva prepararsi il diritto d'essere d'ora in avanti severo con Claudia.
Ida l'aspettava come sempre. Quando ella udì il rumore dei cavalli, il rumore dei passi nell'atrium, corse, il sorriso sul volto, i baci sulle labbra, le braccia aperte. Ventidue ore della sua giornata erano un desiderio ed un preparamento a quelle due ore di beatitudine che passava col triste e cupo Romano. Ella cominciava a perder la speranza di vederlo in quella notte; la tempesta sfrenata metteva a soqquadro il cielo; l'ora ordinaria era scorsa. L'arrivo di Pilato le parve dunque una doppia festa. Ma appena fu egli penetrato nei raggi di quella camera da letto rischiarata vivamente, ella indietreggia colpita dall'aspetto di lui. Era orribilmente pallido, aveva gli occhi stravolti, gli abiti coperti di sangue, il braccio ferito, Ida gettò un grido. Pilato quella volta non le rese le sue carezze; non la calmò. Sedette, o meglio si lasciò cadere affranto sopra dei cuscini, e piegò la fronte fra le mani, sulle ginocchia. Ida corse a lui.
— Dio mio, Dio mio, cos'hai? gridò essa.
Pilato si alzò d'uno sbalzo, e baciandola in fronte le disse:
— Tranquillizzati. Questa notte hai d'uopo di tutta la tua calma. Vengo ad annunziarti una disgrazia.
— Che! non m'ami più? sclamò Ida tremante.
— Peggio ancora, Ida.
— Impossibile. Ma parla dunque, parla, Dio buono.
— Ida, non ho che alcuni istanti a darti, e darei la mia vita, per diminuirti l'amarezza. Ma non posso più nasconderti il vero senza disonore.
Ida gettò le braccia al collo del suo amante, e con voce soffocata, balbettò: