— Non come te, Minerva romana.
— È stupendamente bella, rispose Pilato. E fui anch'io sul punto di diventarne innamorato, aggiunse sorridendo.
Claudia ed io lo guardammo con uno sguardo differente, ma egualmente feroce.
— Mi permetterai tu, il mio giovine, disse Pilato con tuono sdegnosamente sarcastico, di porgere un regalo di nozze alla dama, che ebbi, non ha guari, ancora il piacere di vedere?
— Grazie, risposi freddamente: io non conosco nulla di più costoso d'un regalo; ed io sono troppo povero per pagarlo, troppo orgoglioso per riceverlo.
— Orgoglioso! disse Pilato sorridendo: difatti. Credo che Ida sia molto ricca. Gli è vero?
— È falso. La donna che io prendo ha per unico adornamento i suoi capelli, per tutta ricchezza la sua bellezza. Ella non ne porta alcun'altra nella mia casa.
Pilato sorrise, e non rispose.
— Cajus Crispus sarebbe dunque così taccagno e così ignobile, osservò Claudia, di riprendere alla moglie ch'egli rinvia, i doni che le fece?
— A proposito, disse Pilato, tre o quattro giorni fa, Ida m'inviò un uomo per pregarmi di ottenere da Crispus l'atto del divorzio. Ho ricevuto questa mattina codesto atto e mi disponevo a portarglielo. Ma poichè il suo fidanzato è qui...