— Non so se la riceva. Chi sei tu?

— Un messaggero del sagan Hannah, e porto gravi notizie.

— Dalla parte di chi?

— Ohe! saresti tu incaricato di udire ciò che si ha a dire alla tua padrona? Se la è così, a rivederci.

— Hai tu un nome in vita tua? Chi devo annunziare? Imperciocchè, all'aria, puoi forse essere un re travestito, ma nulla tradisce il tuo incognito. Sei tu il re di Persia, od uno schiavo del sagan che vuol parlare alla mia padrona, o semplicemente un ladro?

— Tocco di birbo! saresti bene in trappola se io mi fossi un re, poichè ti farei appiccare come un gufo alla soglia della porta. Va, di' alla tua padrona che un amico del sagan deve parlarle a nome del Rabbì di Nazareth.

Bar Abbas aveva trovato il suo eureka. Con questi due nomi, era sicuro sfondare la porta, benchè il vecchio Gallo non ne sembrasse per nulla ammaliato. Fu d'uopo però attendere che Ida, ancora spossata, si levasse.

Quando Noah vide il grugno del messaggiero, la fece una smorfia che diede a riflettere a Bar Abbas.

— I miei quaranta mila sesterzii sono in pericolo, con questa volpe piccina, pensò egli.

Ida lo fece entrare nulla ostante.