La genesi dal principio conviene
Prender sua vita; ed avanzar la gente.
[11] Anche l'Ab. Lanci e il Munk credono che Dante siasi valso dell'amico suo per molte frasi della Divina Commedia. Il Prof. Filippo Mercuri di Roma in una memoria da lui letta nell'Accademia dei Quiriti il 21 aprile 1853 così si esprime parlando dell'Immanuele: « Amico di Dante e di Bosone, noto a Cino e uom di lettere, doveva avere in sua età moltissima rinomanza e forse (questo forse dice molto nella sua dubbiezza) il nostro poeta (Dante) se ne giovò a rifiorir qua e là la Cantica dei testi e delle voci orientali che v'inveniamo ».
[12] La sua lingua, scrive il Wilheimer, emesse fiamme di fuoco . . . . . . egli s'innalza specialmente nell'ironia e nelle beffe. Quantunque nella sua bocca stia sempre lo scherzo e la satira ecc. (Carlo Del Balzo. Op. citata, p. 307). Quindi ben si capisce come a Dante stesse a cuore che i suoi fratelli di fede non avessero a provare le sferzate dell'amico ebreo. Le sapeva appioppare così giuste!
[13] Id. pag. 310.
[14] Così dicono il Geiger, il Wilheimer, il Tedesco, il Lattes, il Paur.