REPETITORE, RUFINO, PRUDENZIO, MALFATTO.

REPETITORE. In fine, non est ordo ch'io possa trovar el famulo acciò che, per letificazione del maestro, potessi conclamare dinanzi la casa della dignissima sua Livia. E, perché è giá la seconda vigilia, non voglio andare perdendo piú el tempo in cercarlo quia pavesco de non me incontrare in qualche furone e che conatamente non mi spolii sino alla interulla, non che del palio: benché abbi, poco fa, obviati i berruari che vanno facendo le excubie nocturne purgando la cittá di cattivi commerzi. Ma chi è questo ch'esce de casa della nostra vicina? Será buono ch'io mi nasconda insino a tanto che se va con Dio.

RUFINO. Oh insperata, oh buona nuova! oh buono incontro! E chi pensato aría mai questo? Oh savio e prudente conseglio di donna!

REPETITORE. Io voglio avicinarmegli alquanto.

RUFINO. Va' tu e di' poi che le donne han poco cervello! E forsi che 'l patrone non si credeva godere con la figliuola di madonna Iulia?

REPETITORE. Che domino sará?

RUFINO. E chi pensato aría mai che la moglie del mio patrone… Ché son oggi mai piú di doi anni che la sposò contro a sua voglia per sodisfare ai prieghi del signore, che a un povero servitore son comandamenti…,

REPETITORE. Oh salata parabola!

RUFINO. … ed avevala lasciata ed erasene venuto a Roma…

REPETITORE. Caput mundi.