PRUDENZIO. Molto l'hai lassato.

MALFATTO. Perché m'ha mozzicato li denti co la rechia.

PRUDENZIO. A questo modo, eh? tristo, venefico!

LUZIO. Eh! mastro, vel prometto che 'l farò bene alla fedis.

MALFATTO. Guarda scrizi da cani!

PRUDENZIO. E quando?

LUZIO. Quando voletis voi.

MALFATTO. So c'ha fatto piú male a me ch'a io. Mastro, guardate.

PRUDENZIO. Non vòi obmutescere, publico lupanare? E tu com'è possibile, uomo nefario, ch'in tanti cotidiani lustri non abbi imparato a latinare un cosí dotto et elegante epilogo ch'un bubalo se ne sarebbe giá fatto ampiamente capace?

MALFATTO. Mastro, date un po' la frusta a esso e io alzarò voi e lui ve dará un cavallo e poi tutti doi me cacciarete lo naso.