CURZIO. Addio, maestro.

PRUDENZIO. Oh! Bona dies, magnifici mei patronissimi. Quomodo se habent, come stanno le Signorie Vostre?

MALFATTO. Oh mastro! Questo è quello che me dette li quatrini: neh vero, quell'uomo?

PRUDENZIO. Taci, se non che tu me farai convertire la ultrapelia in ira.

MALFATTO. E me disse ancora che voi sète un poltrone.

PRUDENZIO. Vade ad furcas, prosuntuoso.

CURZIO. Oh che piacer è questo!

PRUDENZIO. Io multum miror che la Eccellenzia Vostra abbi machinato contro di noi alcune parole ingiuriose come un seminario di mali.

CURZIO. Io non so che cosa ve abbiate.

PRUDENZIO. Dico che non convenit ad uno experto viro laniare el prossimo.