PRUDENZIO. Questo nostro famulo ne ha referto che voi avete detto contro a l'onor nostro molta ingiuria. Ma ambula cum bonis et cetera.

CURZIO. Che ambula? che ambula? Non ve vergognate, voi, che fate el savio, el grave, e andate tutta notte cantando, facendo le mattinate, come se fossivo un giovane de venti anni?

MALFATTO. È vero, sí, e ce porta lo…

PRUDENZIO. Non lo credi, no, che te farò cedere locum maiori?

MALFATTO. Misser no, che non lo credo.

PRUDENZIO. Bone vir, io credo che la Magnificenzia Vostra in tutto e per tutto e al tutto…

RUFINO. State a udire.

PRUDENZIO. … sia da bene, savia e morigerosa e che la Spettabilitá Sua non cogitet ch'un paro nostro, disciplinato nelle liberale arti, incumba a simile vanitá: quia «vanitas vanitatum et omnia vanitas»; ché sapete bene che, nocturno tempore, vanno li vespertilioni.

CURZIO. Ve possino venire a voi queste biasteme!

MALFATTO. Ámenne. El cancaro ancora!