PRUDENZIO. Odite. «Nulli tacuisse nocet, nocet esse locutum».
CURZIO. Oh! che bestia è questa?
PRUDENZIO. E sí ve dico che «litem ferre cave».
CURZIO. Che volete che cavi? che volete che cavi?
MALFATTO. Dice lo vero. Non ce è da cavare qua.
CURZIO. Sapete che dico a voi? che, se non sète savio, ve farò vedere che voi non sapete la santa croce.
MALFATTO. Non è vero, misser. La sa; e me ha imparato a me sino al «be a ba, be e be».
CURZIO. Voi non respondete? Molto state sí cheto.
PRUDENZIO. Non rispondo quia «contra verbosus noli contendere verbis». Ma non crediate ch'io sia tanto aspernato o reietto perché portamo la toga, ché me resolvo che non me farete fuori del debito della iustizia e di quanto comandano le municipali leggi sacrosante iustiniane imperatorie per ciò che siamo in una delle inclite cittá del mondo.
CURZIO. Voi fate un gran bravare.