Il colonnello Bosco, credendo di correre dietro a Garibaldi, trovò Orsini; la diversione era mirabilmente riuscita.

Garibaldi, innanzi a Palermo trovò i 16 mila uomini che il generale Lanza, alto commissario del Borbone, teneva a difesa della capitale. Anche ivi la lotta fu calda; si passò dal ponte dell'Ammiraglio al ponte delle Teste in mezzo al saettare dei cacciatori che erano appostati ai due lati della via; ma al piano di Sant'Erasmo le truppe borboniche dovettero battere in ritirata; siamo subito corsi dietro [pg!33] di loro, lungo la strada che oggi porta il nome di Lincoln.

Era bello il vedere Garibaldi in quei momenti.

Sui campi di battaglia il suo volto era radiante di gioia; non pareva che fosse in una lotta dove cadevano da ogni parte morti e feriti, ma ad una danza di nozze.

Egli si fermò sul suo cavallo, dinanzi alla via che oggi porta il suo nome e dietro all'altra che ha quello di Lincoln. A destra la flotta napoletana fulminava colla mitraglia, a sinistra i cacciatori borbonici saettavano colle palle. Fermo, impassibile non si mosse se non quando l'ultimo dei suoi volontari fu entrato in città (Vivissimi applausi).

In otto giorni, Palermo fu sgombra dalle truppe regie, e Garibaldi le andò a raggiungere a Milazzo, e le vinse. Passato il faro, corse trionfante fino a Napoli con pochi o niuni contrasti; entrò quale Cesare vincitore nella grande città, e le truppe borboniche, sbalordite, gli resero gli onori. Il Borbone era partito sin dal giorno innanzi.

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Il 1º ottobre, fu il giorno della più difficile, della più terribile battaglia del 1860; [pg!34] Re Francesco era alla testa di 42 mila uomini, quanto vi era di più fresco nei suo esercito; Garibaldi non ne comandava che appena 20 mila. La lotta fu lunga, ostinata, da Santa Maria a Maddaloni, in tutta la linea del Volturno; ma anche quel giorno l'Eroe fu vincitore, e prima che la battaglia fosse finita, annunciò la vittoria telegraficamente a Napoli (Applausi vivissimi).

La battaglia di Calatafimi segnò la liberazione della Sicilia; la battaglia del Volturno la caduta materiale della dinastia dei Borboni.

La battaglia di Calatafimi—avvertite che essa avvenne il 15 maggio 1860—vendicò le vittime del 15 maggio 1848; la battaglia del Volturno gettò le basi dell'unità italiana (Applausi).