Al Volturno Garibaldi provò ai suoi detrattori che egli non era un semplice guerrigliero, ma che era un grande capitano e che aveva l'intelletto e l'arte di muovere grandi masse di truppe. La vittoria dell'1 e del 2 ottobre si deve agli ordini dati da Garibaldi ed alla sua presenza sul campo di battaglia, non meno che al valore, all'energia ed all'intelligenza dei suoi luogotenenti che sapevano [pg!35] ubbidirlo. Avvertite, signori, che Garibaldi non risparmiò mai la sua persona, come certi colonnelli e certi generali che comandano, stando lontani dal campo.

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Signori, abbiamo visto Garibaldi sotto un solo aspetto, che del resto era da voi conosciuto: il guerriero; e niuno negherà che dopo Napoleone, sia stato il più grande capitano del secolo.

Vediamolo ora sotto un altro aspetto, quello del legislatore, che molti ignorano, e che taluni forse non sospettano che egli fosse.

Avvertite, signori, che non è legislatore colui che redige le leggi, ma colui che le concepisce.

I codici francesi non furono scritti da Napoleone I, ma ne ebbero il pensiero, e ne portarono l'impronta: potrei dire lo stesso di tutti i legislatori del mondo.

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Signori, molti di voi forse non sanno quello che sia un popolo in rivoluzione.

Voi non avete forse visto un popolo, agitato, incerto, talora ardito, talora sgomento, una società che si scioglie ed un'altra che si ricompone, un governo che rovescia ed un altro che si ricostituisce. [pg!36]

Grave è la responsabilità di coloro i quali mentre imprendono a distruggere un governo il quale ha i suoi publici funzionari; la sua polizia, la sua truppa, devono ricomporne un altro al quale mancano tutte le forze organiche, per esistere e farsi rispettare.