Signori, da taluno fu censurato Garibaldi perchè egli aveva richiamato in vigore le leggi del 1848. Riflettendoci bene, i critici severi dovranno finire per dare ragione a lui che ne ebbe il pensiero ed a colui che ne fu l'esecutore. [pg!40]
Le Insurrezioni del 1859 e del 1860 non furono che una rivendicazione del diritto italiano, affermato e sancito al 1848.
Al 1848 furono distrutti i trattati di Vienna, che erano un vincolo internazionale per le dinastie straniere in Italia; e fu dichiarata la decadenza dei Borboni e degli altri principi che allora governavano nella penisola. Caduti al 1849 sotto il giogo delle vecchie tirannidi dovemmo subire la violenza, ma il diritto italiano non rimase spento; e solo si aspettava la risurrezione dei popoli per rivendicarlo e rimetterlo in onore.
Il richiamo adunque delle leggi politiche del 1848 fu una logica necessità, e Garibaldi lo comprese e vi diè complemento col plebiscito del 21 ottobre 1860 che dichiarò l'Italia una e indivisibile dalle Alpi ai due mari (Applausi).
————
Signori, io fo ora a me stesso una domanda: il mondo ufficiale ebbe fede in Garibaldi? Non posso affermarlo, e non oso negarlo.
I fatti apparenti più di una volta mi han dato ragione di dubitarne.
Prego intanto di non esser frainteso. In tutto questo non c'entra la monarchia, [pg!41] e molto meno Vittorio Emanuele, il più leale dei principi, il miglior amico di Garibaldi (Applausi).
Signori, il mondo ufficiale consiste nel sistema, nelle abitudini, nei cortigiani che circondano il trono, nei bigotti che stanno sotto i gradini del trono, che temono le innovazioni e che non hanno fede nelle forze popolari (Applausi).
Al 1848 quando Garibaldi venne da Montevideo, gli fu negato di comandare un corpo di truppe. Al 1849, dopo la caduta di Roma, si finse—lui nato a Nizza la quale allora faceva parte del regno—che egli, militando a Roma, avesse perduto la nazionalità sarda; e però fu mandato in esilio. Pei ministri che allora governavano egli era il condannato politico del 1834, il socio della Giovane Italia.